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Breve cronaca del 5.000 di Natale 2009

martedì 29 dicembre 2009, di Marco Bruno


Breve cronaca del 5.000 di Natale 2009.

La tradizione impone che il 5000 di Natale debba essere corso al freddo e al gelo. E così sia! Il nostro stadio dell’Acquacetosa ci accoglie sotto un cielo che propone tutte le possibili gradazioni del grigio fino a diventare plumbeo verso Roma nord. L’aria è proprio fredda questa mattina, ma l’atmosfera è allegra! E’ Natale! Di gente ce n’è tanta. Grandi, piccoli , anziani, c’è un gran movimento, molta confusione. Spiccano i piumini giallo arancio dei ragazzi del progetto Filippide. Siamo tutti un po’ disorientati dal fatto che la gara si correrà senza iscrizioni, senza pettorale, partendo nella batteria che si preferisce, cronometrando ciascuno il proprio tempo e dichiarandolo all’arrivo. Tutto nel più vero e autentico "spirito decubertiano". Giulia, Monica, Federica, Bianca, Cristina, Alessandra già si scaldano. Vogliono partire in prima batteria. Noi decidiamo per la seconda. Trattengo a fatica Roberto che vuole cambiarsi, che vuole iniziare a scaldarsi, e lo dirotto verso un piacevole, necessario caffè. Riesco a sentire il solito nodo allo stomaco anche prima di una competizione che si annuncia così informale e tranquilla. Oggi gli “abituè” del campo ci sono proprio tutti. Abbracci, saluti, sorrisi, auguri, l’atmosfera è proprio piacevole e rilassante. L’agonismo esasperato di certi momenti sembra sopito. Lo speaker, sempre molto disinvolto e spiritoso, dichiara aperta l’edizione n. 1.400 del 5.000 di Natale e tra una battuta e l’altra chiama alla partenza i partecipanti alla prima batteria. Mai vista una partenza del genere! Mentre i primi iniziano la gara, alcuni ancora non si sono tolti la tuta, altri interrompono il riscaldamento rincorrendo i partenti da metà campo. I ragazzi del progetto Filippide la fanno da padroni in questa batteria, ma non mancano quelli che la correranno sotto i 4’ al km. Le nostre compagne di allenamento, Giulia, Monica, Bianca affrontano la gara con passo regolare e, senza strappi né patemi eccessivi, chiudono la prova tagliando il traguardo - quasi sorridenti le prime due, più provata Bianca - sotto i 24 minuti. Poi, dopo un bel po’ di tempo, incoraggiati da tutti i presenti, arrivano anche i ragazzi del progetto Filippide. I veri eroi della giornata sono loro! Quelli “meno fortunati” di noi perché riescono a portare a termine la distanza, anche se tra mille difficoltà. Quelli che li aiutano perché ci ricordano che in questo schifo di mondo, in cui tutto ha un prezzo e nessuno fa niente per niente esiste ancora qualcuno che dona il proprio tempo, le proprie energie, il proprio amore a chi ne ha bisogno, senza pretendere nulla in cambio. Bravi! Ma lo speaker chiama la seconda batteria, la nostra!!! Esce un raggio di sole che tenta timidamente di scaldare questa gelida mattinata. Facciamo ancora qualche allungo. Poi il via. Claudio ci fa da battistrada: come una runner svizzero che corre il “5000 di Natale” a Berna, imposta un passo regolare e costante. Federica ed io lo seguiamo come ombre; Roberto, preso dall’entusiasmo, parte allegro e ci distanzia di qualche metro. Primo 1.000 a 4’20” al km, poi, in progressione regolare fino alla fine, chiudiamo la gara con una media di 4’15” al km. sotto gli occhi attenti del coach, Marcello, che ci incita fino alla fine a non mollare. Claudio un po’ prima, noi, dietro di lui, nello spazio di una manciata di secondi arriviamo tutti. Io sono contentissimo del mio 21’15” finale. Roberto e Federica, reduci da più o meno recenti infortuni, anche. Adesso il cielo è sempre più nero. Lo speaker, oltre a continuare a nominare un fantomatico libro intitolato “otto culi ed un mistero” di cui nessuno sa niente, ci comunica che a Sacrofano sta nevicando. Noi andiamo a cambiarci. Lo spogliatoio è una bolgia infernale. E’ anche un momento per noi “storico”: dopo tanti anni, oggi lo vediamo così per l’ultima volta perché stanno iniziando i lavori di ristrutturazione. Lancio l’idea di portare a casa qualche maiolica del bagno, come souvenir, tipo "i mattoni del muro di Berlino". Nel tempo acquisteranno valore. Nessuno capisce la battuta ed io mi ritiro in buon ordine rinunciando volentieri anche alla doccia che si annuncia, come di sovente negli ultimi tempi, fredda. Torniamo in campo. Ha piovuto un po’. Assistiamo alla quarta batteria, quella dei più forti, di quelli che la corrono sotto i 3’30” al km. C’è il nostro Luca nel gruppetto di testa. Poi, punta di diamante della nostra società, c’è Cosimo. Poi Sara ed Agnese. Poi i ragazzi e le ragazze di Emilio. Il ritmo dei primi è infernale. Chiuderanno la gara con un tempo finale inferiore ai 17 minuti. A fine gara, per la classifica finale, ognuno scrive il proprio tempo su un bigliettino e lo deposita in un’urna di cartone originando una democratica mescolanza di “tempi” molto natalizia. Senza giudici, Senza cronometri. Sembriamo tutti contenti. E’ una grande festa di Natale. Complimenti agli organizzatori. E’ stata proprio una bella iniziativa! Lasciamo il campo tra gli ultimi saluti, gli ultimi auguri. Saranno le endorfine, saranno le feste che si avvicinano, ma ci sentiamo tutti più rilassati, più buoni. E’ stato un piccolo anticipo al nostro Natale. E’ stato il Natale dei runners.

Marco Bruno


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